Perché non lo passa la ASL
Il Servizio sanitario si occupa di ausili prescrivibili, in genere apparecchi mobili assegnati alla persona. Il montascale a poltroncina fissato alla scala di casa è invece un intervento edilizio di abbattimento delle barriere architettoniche: segue il canale del Comune, non quello sanitario.
In alcune regioni le due strade sono anche esplicitamente alternative: il modulo di domanda chiede di dichiarare che il dispositivo non è fornito dal servizio sanitario, quindi chiedere all’uno preclude l’altro. Il caso del Friuli-Venezia Giulia ne è l’esempio più netto.
Quello che serve non è quindi una prescrizione di ausilio, ma un verbale di invalidità o di disabilità, che è un documento diverso e si ottiene per altra via.
Come si richiede un montascale alla ASL
La domanda si può presentare, ed è giusto sapere come funziona prima di perderci settimane. Il percorso è sempre lo stesso: visita dallo specialista (fisiatra o medico prescrittore), che redige la prescrizione dell’ausilio indicando il codice del Nomenclatore tariffario; la prescrizione va poi all’ufficio protesi e ausili della propria azienda sanitaria, che autorizza la fornitura.
Il punto è cosa c’è in quel nomenclatore. Sono ausili assegnati alla persona, che restano di proprietà dell’ente e tornano indietro: apparecchi mobili, non impianti fissati alla scala. Un montascale a poltroncina, che si installa sulla scala di casa e ci resta, non rientra in quel canale: per questo la richiesta alla ASL, quando riguarda un impianto fisso, si chiude quasi sempre con un rifiuto.
Se il percorso giusto per la tua situazione è quello sanitario, il riferimento è il medico prescrittore. Se invece è un impianto fisso sulla scala, la strada corretta è quella del contributo comunale e dei contributi regionali: stessa persona, stessa esigenza, ufficio diverso.
Cosa fornisce la ASL al posto del montascale
Vale la pena sapere cosa si ottiene per quella via, perché non è la stessa cosa. Il Nomenclatore prevede dispositivi come i montascale mobili a cingoli o a ruote e le carrozzine saliscale. Sono apparecchi mobili: non restano sulla scala, si ripongono e si ricaricano dopo l’uso, e restano di proprietà dell’ente, che li ritira quando non servono più.
La differenza che pesa di più nella vita di tutti i giorni è un’altra: non si usano da soli. Sono progettati per essere manovrati da un accompagnatore — un familiare, un caregiver o una badante — che aggancia il dispositivo, lo guida gradino per gradino e lo controlla in discesa. Chi sale non li comanda: viene trasportato.
La conseguenza pratica è che il dispositivo funziona solo quando in casa c’è qualcun altro, e solo se quella persona è in grado di manovrarlo. Chi vive da solo, o ha accanto un coniuge a sua volta anziano, di fatto non può usarlo proprio quando servirebbe: la sera, la notte, nei giorni in cui l’assistenza non c’è. La sicurezza, in quel caso, dipende da chi manovra più che dall’apparecchio.
Il montascale a poltroncina fa l’opposto: è fissato alla scala, quindi è sempre lì, e la persona lo comanda da sola, senza che nessuno debba essere presente né addestrato.
Non è un giudizio sui dispositivi mobili: per chi si sposta in carrozzina e ha un’assistenza continua sono la risposta giusta, ed è per questo che passano dal canale sanitario. La domanda da farsi non è quale sia migliore in assoluto, ma se in casa ci sarà sempre qualcuno in grado di usarlo. Se la risposta è no, quello che serve è autonomia, e l’autonomia richiede un impianto fisso.
E il montascale in comodato d’uso?
Il comodato d’uso — cioè la concessione gratuita di un ausilio che resta di proprietà dell’ente — riguarda il canale sanitario e gli ausili mobili prescrivibili, non l’installazione di un impianto fisso sulla scala di casa. Otolift non fornisce montascale in comodato d’uso: i nostri impianti si acquistano, con le agevolazioni descritte in questa pagina e con la possibilità di rateizzare.
Se quello che serve è un ausilio mobile in comodato, il riferimento è il medico prescrittore e l’azienda sanitaria di competenza.
Chi ha diritto a un montascale a costo zero, allora
Nessuno lo riceve gratis da un fornitore, ma il risultato può avvicinarsi. Dove esiste un contributo regionale generoso e la persona ha i requisiti — invalidità certificata, ISEE entro la soglia, residenza nell’immobile — la spesa può essere rimborsata in larga parte o del tutto entro certe soglie.
Vale la pena verificare cosa prevede la propria regione prima di dare per scontato che non ci sia nulla: le differenze fra una regione e l’altra sono enormi, e le trovi nella sezione contributi regionali.