In Friuli-Venezia Giulia l’incentivo regionale per l’abbattimento delle barriere architettoniche copre fino al 100% della spesa entro i primi 5.000 euro, e il servoscala — il termine con cui la legge indica il montascale a poltroncina — è ammesso espressamente. La domanda si presenta al Comune, non alla ASL.
Per presentarla serve una relazione tecnica sulla tua scala, e per redigerla è necessario il sopralluogo gratuito di un nostro consulente a casa tua. È il primo passo, non costa nulla e non impegna all’acquisto.

Contributo regionale FVG
Il riferimento è il Regolamento DPreg n. 162 del 10 dicembre 2024, in vigore dal 1° gennaio 2025, che attua l’articolo 11 della Legge Regionale 14 novembre 2022 n. 16. Ha sostituito il precedente DPreg 137/2016, che resta valido solo per le domande presentate entro il 31 dicembre 2024.
L’articolo 8, comma 1 del regolamento stabilisce:
Il tetto è di 10.000 euro per persona con disabilità per anno solare, anche presentando più domande nello stesso esercizio. La spesa ammissibile massima è di 50.000 euro.
L’articolo 5 elenca gli interventi finanziabili e il servoscala compare esplicitamente fra quelli di nuova realizzazione destinati a superare i dislivelli verticali:
«Sono ammissibili a contributo i seguenti interventi: a) interventi di nuova realizzazione idonei a garantire il superamento dei dislivelli verticali quali: 1) realizzazione di rampa inclinata fissa o installazione di rampa mobile; 2) installazione di servoscala; 3) installazione di piattaforma elevatrice; 4) installazione di ascensore; 5) installazione di corrimani o parapetti»
Art. 5, comma 1, lettera a) del Regolamento DPreg 162/2024.
Il regolamento regionale usa sempre il termine tecnico servoscala e non nomina mai la parola «montascale». Se al Comune, al CAF o al patronato ti hanno parlato di servoscala, si riferivano al montascale a poltroncina installato sulla scala di casa. Lo stesso articolo 5, alla lettera b), ammette anche la sostituzione di un servoscala già installato che usura, rottura o sopravvenuta inadeguatezza normativa hanno reso inutilizzabile.
Un equivoco frequente
In Friuli-Venezia Giulia il contributo per il servoscala non lo eroga l’azienda sanitaria: lo eroga il Comune dove si trova l’immobile, con risorse trasferite dalla Regione.
Le due strade non si sommano, e la legge lo mette nero su bianco. Il modulo di domanda, Allegato B al regolamento, contiene una dichiarazione obbligatoria:
«che il dispositivo per il quale si richiede il contributo non è fornito dal Servizio Sanitario regionale»
La stessa logica torna nell’articolo 5, che ammette dispositivi e attrezzature soltanto «se non forniti dal Servizio sanitario regionale». In pratica, per questo contributo non serve una commissione ASL né una prescrizione di ausilio: serve un verbale di invalidità o di disabilità.
Sul perché un impianto fisso non rientri nel canale sanitario in nessuna regione, e su come si presenta comunque una richiesta alla ASL, vedi la guida nazionale alle agevolazioni.
Chi ne ha diritto
Devono ricorrere tutti e quattro. Se ne manca uno la domanda è inammissibile, e conviene verificarlo prima di sostenere la spesa.
Disabilità permanente di natura fisica, mentale, intellettiva o sensoriale, comprovata da certificazione delle Commissioni competenti, eventualmente integrata da certificato medico in carta libera se dal verbale non risultano le difficoltà oggettive. Chi ha subito un evento invalidante e ha la pratica in corso può presentare domanda allegando certificato medico e ricevuta di presentazione; il verbale va comunque esibito prima della concessione.
Il regolamento qualifica la misura come prestazione agevolata di natura sociosanitaria ai sensi dell’articolo 6 del DPCM 159/2013. Rileva quindi l’ISEE sociosanitario, che in molte situazioni familiari è sensibilmente più basso di quello ordinario: vale la pena farlo calcolare prima di dare per scontata l’esclusione.
Nell’edificio o nell’unità immobiliare oggetto dei lavori, attuale o da trasferire. Il regolamento precisa che deve trattarsi di residenza anagrafica e non saltuaria o stagionale: le seconde case restano escluse.
Per gli edifici costruiti o integralmente ristrutturati sulla base di un progetto autorizzato dopo tale data sono ammessi soltanto gli interventi di adattabilità di cui all’art. 2, comma 1, lettera i) del DM 236/1989. Restano in ogni caso escluse le opere già obbligatorie ai sensi della Legge 13/1989 e del DM 236/1989.
Se l’immobile è in locazione serve l’autorizzazione scritta del proprietario ai lavori. Se l’intervento riguarda parti comuni servono l’autorizzazione condominiale e il consenso dei condomini che partecipano alla spesa. Quando in uno stesso edificio risiedono più persone con disabilità in unità distinte, ciascuna può presentare domanda per la propria quota.
La procedura
La domanda va presentata al Comune dove si trova l’immobile, redatta secondo il Modello B e in regola con l’imposta di bollo. Si può presentare nel corso dell’intera annualità: non c’è una scadenza, la procedura è valutativa a sportello.
Il Comune svolge l’istruttoria entro 30 giorni dal ricevimento: verifica documentazione e requisiti, accerta la regolare esecuzione delle opere e determina il contributo spettante. La Regione trasferisce poi le risorse ai Comuni tre volte l’anno: entro il 31 maggio per le istanze di gennaio-aprile, entro il 30 settembre per quelle di maggio-agosto, entro il 31 gennaio successivo per quelle di settembre-dicembre.
Il contributo raramente si perde per mancanza di requisiti. Si perde perché la domanda arriva incompleta, e allora è inammissibile. La relazione dell’Allegato C richiede di descrivere le barriere architettoniche preesistenti e quantificare la spesa in modo tecnico: non è un modulo da riempire a mano.
Quella relazione non si può scrivere a distanza. Descrivere le barriere preesistenti significa misurare la scala, rilevare pendenza, larghezza, curve e pianerottoli, e documentare la situazione di partenza. Ecco perché il primo passo è sempre il sopralluogo gratuito di un nostro consulente a casa tua.
È il motivo per cui conviene impostare la pratica insieme all’acquisto anziché dopo. La domanda resta comunque della persona con disabilità, che la firma e la presenta, e la decisione spetta al Comune.
Non ti lasciamo solo con la pratica
La parte difficile non è avere i requisiti: è consegnare al Comune un fascicolo che non torni indietro. Il consulente Otolift che opera in Friuli-Venezia Giulia conosce il regolamento e i Comuni della zona, e ti accompagna dal sopralluogo alla consegna.
Il Comune istruisce entro 30 giorni, ma la Regione gli trasferisce le risorse tre volte l’anno: entro il 31 maggio per le istanze di gennaio-aprile, il 30 settembre per maggio-agosto, il 31 gennaio successivo per settembre-dicembre. Due domande identiche a pochi giorni di distanza possono quindi essere liquidate a mesi di distanza. Quando le fatture sono pronte, il consulente ti dice se conviene consegnare subito: non è una scadenza, è un vantaggio da non buttare via. Vale anche per la coda, servita in ordine cronologico.
La domanda resta tua: la firmi e la presenti tu. Decide il Comune e i tempi di liquidazione dipendono dalle risorse regionali: nessun fornitore può garantire l’esito né una data di pagamento, e se qualcuno te lo promette dovresti diffidare. Quello che facciamo è togliere di mezzo i motivi di rifiuto che dipendono da noi — relazione incompleta, fatture non conformi, allegati mancanti, tempi di consegna scelti male — che sono poi quelli per cui queste domande si perdono.
Da sapere prima di iniziare
Il contributo non anticipa la spesa: la domanda si presenta a lavori conclusi e a spese già sostenute, allegando le fatture quietanzate. Sono ammissibili le spese dei dodici mesi precedenti, quindi non c’è fretta, ma il denaro esce di casa prima di rientrare.
Per una famiglia che vive di pensione questo pesa più dei requisiti. Il montascale Otolift è disponibile con pagamento rateale da 44 euro al mese: si installa subito, si paga poco per volta e il contributo interviene sul capitale quando il Comune eroga.
Lo sportello è aperto tutto l’anno e non c’è una scadenza da rispettare, ma il regolamento prevede espressamente che le domande non soddisfatte per mancanza di risorse restino valide fino a una nuova disponibilità, servite in ordine cronologico di presentazione con priorità alle giacenti. La data della domanda determina la posizione in coda.
Si sommano
L’articolo 8, comma 3 del regolamento prevede espressamente la cumulabilità con altri contributi e benefici fiscali, purché la somma non superi la spesa effettivamente sostenuta.
«I contributi di cui al presente regolamento sono cumulabili con altri contributi o benefici fiscali, previsti per l’eliminazione o il superamento delle barriere architettoniche, la cui somma non sia superiore alla spesa effettuata. In caso di cumulo, il contributo regionale, ovvero gli altri contributi o benefici fiscali, sono determinati sulla parte di spesa che rimane effettivamente a carico del beneficiario.»
Rientrano in questo perimetro il contributo statale della Legge 13/1989, esplicitamente richiamato dalla Regione, e le agevolazioni fiscali nazionali: la detrazione al 50% per l’abbattimento delle barriere architettoniche, la detrazione del 19% delle spese sanitarie per persone con disabilità certificata e l’IVA agevolata al 4%. Le trovi spiegate nella nostra guida nazionale alle agevolazioni per il montascale.
Il meccanismo del cumulo è a cascata: ogni beneficio si calcola su ciò che resta effettivamente a carico dopo gli altri, e la somma non può mai superare la spesa realmente sostenuta.
Una precisazione, perché la domanda ricorre: la detrazione da cumulare oggi è quella ordinaria al 50%. Il bonus del 75% per le barriere architettoniche è scaduto alla fine del 2023 e non è più utilizzabile, in Friuli-Venezia Giulia come nel resto d’Italia.
Domande frequenti
No. Il contributo si chiede al Comune. Il modulo richiede anzi di dichiarare che il dispositivo non è fornito dal Servizio Sanitario regionale: le due vie si escludono a vicenda.
Il regolamento regionale chiede una certificazione di invalidità o di disabilità, non il riconoscimento della 104 in senso stretto. Sulla differenza fra i due documenti e su quali agevolazioni richiedano l’uno o l’altro, vedi la guida nazionale su montascale e agevolazioni.
Sì. L’articolo 5, lettera b) ammette la sostituzione o l’adeguamento di un servoscala precedentemente installato che usura, rottura o sopravvenuta inadeguatezza normativa hanno reso inutilizzabile. Nel modulo va dichiarato se il vecchio impianto era stato ottenuto a sua volta con un contributo.
Sì. Il consulente della tua zona redige la relazione tecnica dell’Allegato C a partire dal rilievo della scala, ti aiuta a compilare il Modello B, controlla il fascicolo completo prima che tu lo consegni al Comune e resta il riferimento se l’ufficio chiede chiarimenti tecnici. La domanda la firmi e la presenti tu, perché il beneficiario è la persona con disabilità, e la decisione spetta al Comune: quello che facciamo è eliminare i motivi di rifiuto che dipendono dalla documentazione.
Il Comune svolge l’istruttoria entro 30 giorni dal ricevimento della domanda, ma la liquidazione dipende dalle risorse che la Regione trasferisce ai Comuni tre volte l’anno: entro il 31 maggio per le istanze di gennaio-aprile, entro il 30 settembre per quelle di maggio-agosto, entro il 31 gennaio successivo per quelle di settembre-dicembre. Se le risorse non bastano, le domande restano valide e vengono servite in ordine cronologico di presentazione. Per questo la data di consegna conta, e nessuno può garantire una data di pagamento.
Sì. Il sopralluogo del consulente a casa tua non ha alcun costo e non ti impegna all’acquisto, nemmeno se al termine decidi di non procedere. È però un passaggio necessario: senza il rilievo della scala non è possibile redigere la relazione tecnica che la domanda al Comune richiede come allegato obbligatorio.
Entro i primi 5.000 euro di spesa ammissibile il contributo copre l’intera spesa: sopra quella soglia resta a carico la quota non coperta dagli scaglioni, al netto delle agevolazioni fiscali cumulabili. Il conto si fa sul preventivo, perché l’importo dipende dalla scala. È comunque disponibile la rateizzazione da 44 euro al mese, utile perché il contributo è un rimborso e arriva dopo. Per gli ordini di grandezza vedi la pagina prezzi del montascale.
Fonti
Contenuto aggiornato al 3 settembre 2026. Non sostituisce l’istruttoria del Comune competente né costituisce consulenza fiscale o legale: per la propria posizione specifica rivolgersi al Comune di residenza o a un professionista abilitato.
Verifica gratuita
Quattro domande, le stesse che farebbe il tuo Comune: verbale di invalidità, ISEE, residenza anagrafica ed epoca dell’edificio. Rispondiamo entro 24 ore con una valutazione chiara, anche quando è un no.
Se rientri nei requisiti fissiamo il sopralluogo gratuito di un nostro consulente: è il passaggio necessario per redigere la relazione tecnica che il Comune richiede come allegato. Non ha costi e non ti impegna all’acquisto.
140.000+ clienti in Italia e produzione interna dal 1891. L’installazione richiede tipicamente tre ore e non comporta opere murarie: la rotaia si fissa ai gradini, non al muro.
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