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Scopri e sfrutta tutte le detrazioni disponibili per installare un montascale nel 2026

Anche nel 2026, l’acquisto di un montascale si conferma una decisione accessibile e strategica. Grazie ai nuovi incentivi, infatti, l’investimento da sostenere è minimo.
Ma quali sono, oggi, le alternative concrete a disposizione? Quali bonus, detrazioni e agevolazioni permettono di affrontare questa spesa con maggiore serenità? Vediamo insieme tutte le possibilità per trasformare un’esigenza in un’opportunità vantaggiosa.

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Bonus ristrutturazioni (50% e 36%)

Con la fine della detrazione al 75% per l’abbattimento barriere architettoniche, il punto di riferimento torna a essere il bonus di ristrutturazione edilizia, secondo la legge 449/1997 modificata con la 207/2024, per il quale non è richiesto una certificazione di invalidità. La Legge di Bilancio ha confermato per il 2026 aliquote differenziate:

  • Abitazione principale: detrazione IRPEF del 50% 
  • Abitazioni diverse da quella principale: detrazione al 36% 

Possono beneficiare del bonus i contribuenti con dei limiti di spesa per coloro che hanno un reddito complessivo superiore a 75.000 euro. La detrazione viene ripartita obbligatoriamente in 10 quote annuali fino a un massimo di 48.000 euro, per una spesa non superiore ai 96.000 euro per unità immobiliare.

Esempio pratico

Detrazione del 50% sulla prima casa:

  • Costo montascale: 5.000 €
  • Detrazione IRPEF: 50% = 2.500 €

La somma viene recuperata in 10 anni, quindi:

  • 2.500 € ÷ 10 = 250 € all’anno di detrazione IRPEF

Detrazione del 36% sulla seconda casa:

  • Costo montascale: 5.000 €
  • Detrazione IRPEF: 36% = 1.800 €

La somma viene recuperata in 10 anni, quindi:

  • 1.800 € ÷ 10 = 180 € all’anno di detrazione IRPEF

Attenzione: il momento giusto per approfittare di queste detrazioni è adesso! Le agevolazioni fiscali, infatti, scenderanno rispettivamente al 36% e al 30% nel 2027. 

Montascale Otolift per la curva interna della scala
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Chi ha diritto al bonus ristrutturazioni?

La domanda può essere presentata da tutti i contribuenti, residenti o non in Italia, titolari di diritto di proprietà o di diritto reale di godimento sull’unità immobiliare adibita ad abitazione principale, ma non solo. Il bonus, infatti, si estende anche a chi detiene diritti reali o personali sugli immobili interessati dai lavori e ne copre le spese.

Questi includono:

  • proprietari o nudi proprietari;
  • titolari di diritti di godimento come usufrutto, uso, abitazione o superficie;
  • detentori (locatari o comodatari);
  • soci di cooperative (divise e indivise);
  • imprenditori individuali (per immobili non classificati come beni strumentali o merce);
  • soci di società semplice, o in nome collettivo, o in accomandita semplice.

Se chi esegue i lavori non è il proprietario dell’immobile, cioè è un locatario o comodatario, deve avere il consenso del proprietario. Inoltre, deve possedere un atto regolarmente registrato (ad esempio un contratto di affitto o comodato) che dimostri la detenzione dell’immobile, valido sia all’inizio dei lavori sia al momento in cui vengono sostenute le spese detraibili, anche se l’atto è stato stipulato prima dell’inizio degli interventi.

Hanno diritto al bonus ristrutturazione anche tutti i conviventi in questi termini:

  • familiare convivente del possessore o detentore dell’immobile oggetto dell’intervento (il coniuge, i parenti entro il terzo grado e gli affini entro il secondo grado);
  • coniuge separato assegnatario dell’immobile intestato all’altro coniuge;
  • componente dell’unione civile (la legge 76/2016, per garantire la tutela dei diritti derivanti dalle unioni civili tra persone dello stesso sesso, equipara al vincolo giuridico derivante dal matrimonio quello prodotto dalle unioni civili);
  • convivente more uxorio, non proprietario dell’immobile oggetto degli interventi né titolare di un contratto di comodato, per le spese sostenute a partire dal 1° gennaio 2026

Nella casistica appena descritta, a condizione che siano rispettate tutte le altre prescrizioni, la detrazione è valida anche se le autorizzazioni comunali sono intestate al proprietario dell’immobile.

Inoltre, se due persone sono comproprietarie di un immobile e la fattura e il bonifico risultano intestati a una sola di esse, ma entrambe hanno sostenuto le spese di ristrutturazione, la detrazione spetta anche all’altro comproprietario, a condizione che la fattura indichi chiaramente la quota di spesa a suo carico.

Quali criteri deve rispettare l’abitazione per beneficiare del bonus ristrutturazioni?

L’immobile deve avere le seguenti caratteristiche:

  • Registrazione come unità residenziale
  • Iscritto al catasto
  • Presente in Italia
  • Conforme alle norme urbanistiche

Sono agevolati gli interventi effettuati su:

  • abitazioni di qualsiasi categoria catastale, anche rurali;
  • parti comuni di edifici a prevalente destinazione abitativa;
  • pertinenze (garage, cantina, soffitta, ecc.).

Un fabbricato si considera a prevalente destinazione abitativa se la superficie complessiva delle unità immobiliari destinate a residenza supera il 50% della superficie totale dell’edificio. Sono esclusi gli immobili a destinazione produttiva, commerciale o direzionale, mentre rientrano tra gli interventi agevolati anche quelli effettuati sulle pertinenze dell’unità immobiliare principale.

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Il montascale può essere completamente ripiegato in modo che la scala rimanga accessibile per altri utenti.

IVA Agevolata al 4%

L’agevolazione più immediata resta l’IVA ridotta al 4%, di cui è possibile beneficiare per interventi che rispettino i criteri previsti dal DM 236/1989

A differenza dei bonus edilizi, questa non è una misura temporanea. Si applica direttamente in fattura per l’acquisto di mezzi idonei al superamento delle barriere architettoniche (come montascale e servoscale), garantendo un risparmio del 18% rispetto all’IVA ordinaria.

Su un montascale da 10.000€, pagherai solo 400€ di IVA anziché i 2.200€ dell’aliquota ordinaria, con un risparmio istantaneo di 1.800€.

Detrazione IRPEF del 19% per spese sanitarie

Per chi possiede una certificazione di disabilità o invalidità (Art. 4 Legge 104/92), oppure per un familiare del quale la persona con disabilità è fiscalmente a carico, è possibile portare in detrazione il 19% della spesa di un montascale come “mezzo necessario al sollevamento”.

La detrazione del 19% non è fruibile contemporaneamente all’agevolazione prevista per gli interventi di ristrutturazione edilizia.

Un montascale curvilineo per anziani installato su una scala con curve.

Scegli il montascale e al resto ci pensiamo noi!

Non rimandare: con le agevolazioni disponibili, installare un montascale è un investimento intelligente utile ora e negli anni a venire! Con Otolift non sei mai solo: valutiamo la tua situazione, individuiamo gli incentivi più convenienti e ti guidiamo tra detrazioni e contributi. Così tu puoi concentrarti su ciò che conta davvero: la tua libertà.
Contattaci e rendi subito la tua casa più accessibile!

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