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Vivere a casa più a lungo

Continuare a vivere nella propria casa significa molto più che restare nello stesso edificio. Significa conservare le proprie abitudini, frequentare il quartiere, mantenere i rapporti con vicini e familiari e riconoscersi negli spazi costruiti nel corso degli anni.

Con l’avanzare dell’età possono però cambiare la forza, l’equilibrio, la vista, la capacità di camminare o di affrontare le scale. Una casa che per molto tempo è stata comoda può quindi iniziare a presentare piccoli ostacoli: un bagno difficile da utilizzare, una soglia troppo alta, una stanza poco illuminata o una scala diventata faticosa.

Questo non significa automaticamente dover lasciare la propria abitazione. Pianificare per tempo alcuni interventi, utilizzare gli ausili adeguati e organizzare una rete di supporto può aiutare a vivere a casa più a lungo, con maggiore sicurezza e autonomia.

Non esiste un’unica esperienza dell’invecchiamento né una soluzione abitativa valida per tutti. Le necessità dipendono dalle condizioni personali, dagli ambienti, dalla rete familiare e dal livello di assistenza eventualmente richiesto.

Cosa significa vivere a casa più a lungo?

Vivere a casa più a lungo, o invecchiare nella propria abitazione, significa poter continuare a utilizzare gli spazi domestici anche quando le capacità o le esigenze personali cambiano.

L’obiettivo non è necessariamente fare tutto senza alcun aiuto, ma conservare il maggior controllo possibile sulla propria quotidianità. Per alcune persone può essere sufficiente migliorare l’illuminazione o eliminare alcuni ostacoli. Altre possono avere bisogno di assistenza domiciliare, di specifici ausili per anziani o di interventi più strutturati per superare le scale.

Una casa adatta dovrebbe consentire di:

  • entrare e uscire senza difficoltà eccessive;
  • raggiungere gli ambienti essenziali;
  • utilizzare bagno, camera e cucina in sicurezza;
  • muoversi senza incontrare ostacoli evitabili;
  • chiedere aiuto rapidamente in caso di necessità;
  • continuare a svolgere le attività importanti per la persona;
  • ricevere, quando necessario, l’assistenza di familiari o professionisti.

L’autonomia, quindi, non coincide con l’assenza totale di supporto. Significa poter scegliere come organizzare la propria giornata e utilizzare gli aiuti disponibili senza rinunciare inutilmente alle proprie abitudini.

Perché molte persone preferiscono restare nella propria casa?

La casa è legata a ricordi, relazioni e gesti quotidiani. Conoscerne gli spazi, sapere dove si trovano gli oggetti e avere vicino persone di fiducia può offrire una sensazione di continuità e sicurezza.

Restare nel proprio ambiente può inoltre permettere di:

  • mantenere i rapporti con il quartiere;
  • continuare a frequentare negozi e servizi conosciuti;
  • conservare le proprie routine;
  • accogliere familiari e amici;
  • tenere con sé animali domestici e oggetti importanti;
  • evitare un cambiamento abitativo non desiderato.

La scelta deve comunque essere realistica. Restare a casa è positivo quando l’abitazione può essere resa sufficientemente sicura, la persona riceve il supporto necessario e le esigenze di assistenza possono essere gestite.

Per alcune persone trasferirsi in una casa più piccola, in un appartamento privo di barriere o più vicino ai familiari può rappresentare la soluzione migliore. Per altre è possibile adattare l’abitazione esistente. La decisione dovrebbe dipendere dalle necessità individuali, non soltanto dall’età.

Quando la casa può iniziare a diventare un ostacolo

I problemi raramente compaiono tutti insieme. Spesso iniziano con piccole difficoltà che vengono compensate, minimizzate o rimandate.

Alcuni segnali da osservare sono:

  • appoggiarsi ai mobili durante gli spostamenti;
  • evitare alcune stanze o alcuni piani;
  • utilizzare le scale soltanto quando è presente un familiare;
  • avere difficoltà ad alzarsi dal letto, dal divano o dal WC;
  • inciampare frequentemente in tappeti, soglie o gradini;
  • rinunciare alla doccia per timore di scivolare;
  • lasciare oggetti sulle scale per portarli successivamente;
  • avere difficoltà a raggiungere pensili o ripiani;
  • uscire meno perché il percorso verso l’ingresso è faticoso;
  • avere già avuto una caduta o un episodio di forte instabilità.

Non bisogna necessariamente aspettare un incidente. La prevenzione è più semplice quando gli interventi vengono programmati con calma, prima che la situazione diventi urgente.

Per approfondire i principali fattori di rischio e gli interventi utili, puoi consultare la guida dedicata alla prevenzione delle cadute negli anziani.

Come rendere la casa più sicura e accessibile

Non tutte le abitazioni richiedono lavori importanti. Spesso si può iniziare con modifiche semplici, osservando i percorsi compiuti ogni giorno e individuando i gesti che richiedono più fatica o espongono a situazioni poco sicure.

Ingresso e percorsi interni

Il percorso tra ingresso, soggiorno, camera e bagno dovrebbe essere libero e facilmente riconoscibile.

Può essere utile:

  • eliminare cavi e oggetti dalle zone di passaggio;
  • fissare o rimuovere i tappeti che si muovono;
  • evitare mobili bassi o sporgenti nei corridoi;
  • controllare che le porte si aprano facilmente;
  • ridurre, quando possibile, le soglie;
  • mantenere a portata di mano chiavi e oggetti utilizzati ogni giorno.

Una persona che usa un bastone, un deambulatore o un altro ausilio ha bisogno di più spazio rispetto a chi cammina senza supporto. Per questo la disposizione dei mobili deve essere valutata in base al modo reale in cui la persona si muove.

Illuminazione

La luce deve essere uniforme e sufficiente, soprattutto:

  • lungo i corridoi;
  • vicino alle scale;
  • tra camera da letto e bagno;
  • all’ingresso;
  • nei punti in cui cambia l’altezza del pavimento.

Interruttori facilmente raggiungibili, luci notturne e sistemi automatici possono ridurre la necessità di muoversi al buio. È importante anche limitare riflessi e zone d’ombra che potrebbero rendere meno visibili gradini e ostacoli.

Bagno

Il bagno è uno degli ambienti più delicati perché combina superfici bagnate, trasferimenti e spazi spesso ridotti.

In base alle necessità possono essere valutati:

  • superfici antiscivolo;
  • maniglioni correttamente installati;
  • una seduta per la doccia;
  • una doccia con accesso facilitato;
  • un rialzo per il WC;
  • rubinetti semplici da utilizzare;
  • spazio sufficiente per un eventuale assistente.

I maniglioni devono essere fissati in modo adeguato e posizionati in base ai movimenti della persona. Portasciugamani, mobili o sanitari non dovrebbero essere utilizzati come appoggi improvvisati.

Camera da letto

Il letto dovrebbe avere un’altezza che permetta di sedersi e rialzarsi senza uno sforzo eccessivo. Il percorso verso la porta e il bagno deve rimanere libero, anche durante la notte.

Può essere utile collocare vicino al letto:

  • una luce facilmente azionabile;
  • il telefono o un dispositivo di chiamata;
  • gli occhiali;
  • eventuali ausili per camminare;
  • gli oggetti necessari durante la notte.

Occorre inoltre evitare tappeti instabili e coperte che arrivino fino alle zone di passaggio.

Cucina

In cucina gli oggetti utilizzati più spesso dovrebbero essere conservati tra l’altezza delle anche e quella delle spalle, evitando di doversi piegare profondamente o salire su sedie e sgabelli.

È inoltre utile:

  • lasciare liberi i percorsi;
  • evitare di trasportare pentole pesanti;
  • utilizzare utensili con impugnature facili da afferrare;
  • controllare regolarmente fornelli ed elettrodomestici;
  • predisporre una seduta stabile per alcune attività.

Le modifiche devono tenere conto anche della forza delle mani, della vista e della capacità di mantenere a lungo la posizione eretta.

Le scale: uno degli ostacoli più frequenti

Le scale possono diventare difficili anche quando la persona riesce ancora a camminare bene su una superficie piana. Salire richiede forza nelle gambe, mobilità delle articolazioni e resistenza. Scendere richiede controllo, equilibrio e una buona capacità di valutare la profondità dei gradini.

I primi segnali possono essere:

  • utilizzare sempre entrambe le mani sul corrimano;
  • salire un gradino alla volta;
  • fermarsi durante la rampa;
  • avvertire dolore a ginocchia, anche o schiena;
  • sentirsi insicuri durante la discesa;
  • evitare di portare oggetti;
  • limitare l’accesso al piano superiore.

Un corrimano stabile, una buona illuminazione e gradini liberi da oggetti sono interventi importanti. Quando però la scala rimane troppo faticosa o rischiosa, può essere necessario valutare una soluzione alternativa.

Per comprendere meglio le possibili cause e i segnali da non sottovalutare, puoi leggere l’approfondimento dedicato alla difficoltà a fare le scale.

Quando valutare un montascale

Un montascale può aiutare quando la presenza delle scale limita l’utilizzo della casa o richiede l’assistenza costante di un’altra persona.

Non è necessario attendere che la scala diventi completamente impraticabile. Informarsi in anticipo permette di valutare con calma:

  • le caratteristiche della scala;
  • lo spazio disponibile alla partenza e all’arrivo;
  • la capacità della persona di sedersi e rialzarsi;
  • la stabilità durante il percorso;
  • l’eventuale presenza di un familiare o assistente;
  • le esigenze che potrebbero cambiare nel tempo.

Esistono soluzioni per scale dritte, curve, strette, a chiocciola o esterne. La scelta non dipende soltanto dalla forma della scala: deve considerare anche il modo in cui la persona utilizzerà la poltroncina.

Un sopralluogo consente di rilevare le misure, individuare il lato più adatto all’installazione e verificare gli spazi necessari per salire e scendere.

Il montascale non sostituisce il movimento o gli eventuali percorsi riabilitativi, ma può evitare uno spostamento particolarmente impegnativo e permettere di utilizzare nuovamente tutti i piani della casa.

Quando si stanno confrontando più interventi strutturali, può essere utile approfondire anche le differenze tra ascensore interno e montascale.

Salute e autonomia: non conta soltanto l’abitazione

Adattare la casa è importante, ma l’autonomia dipende anche dalle condizioni della persona e dalla rete di supporto.

Può essere utile confrontarsi con il medico quando compaiono:

  • cadute o frequenti perdite di equilibrio;
  • vertigini;
  • debolezza improvvisa;
  • dolore persistente;
  • cambiamenti nella vista o nell’udito;
  • difficoltà nel camminare;
  • sonnolenza o instabilità dopo l’assunzione di farmaci.

Il medico può valutare le possibili cause e, quando necessario, coinvolgere fisioterapista, fisiatra, terapista occupazionale, otorinolaringoiatra o altri professionisti.

Anche l’attività fisica adattata alle condizioni individuali può aiutare a mantenere forza, equilibrio e capacità di svolgere le attività quotidiane. Il tipo e l’intensità dell’esercizio devono però essere adeguati alla salute della persona.

Ausili e assistenza a domicilio

Vivere a casa più a lungo non significa dover gestire ogni attività senza aiuto.

Gli ausili possono facilitare azioni specifiche, come:

  • camminare;
  • alzarsi;
  • utilizzare il bagno;
  • afferrare oggetti;
  • preparare i pasti;
  • chiamare aiuto;
  • superare le scale.

La scelta dovrebbe partire dall’attività diventata difficile, non dal prodotto. Un fisioterapista o un terapista occupazionale può valutare le capacità della persona, mentre un tecnico può verificare la compatibilità dell’ausilio con l’abitazione.

Anche l’assistenza può assumere forme diverse:

  • aiuto dei familiari;
  • assistenza domiciliare;
  • supporto per pulizie e pasti;
  • consegna di farmaci o spesa;
  • telesoccorso;
  • accompagnamento alle visite;
  • assistenza personale.

La presenza di una rete di familiari, amici, vicini e servizi è particolarmente importante per chi vive solo. Chi assiste una persona cara può trovare ulteriori informazioni nella guida dedicata al ruolo del caregiver informale.

Pianificare gli interventi senza aspettare un’emergenza

Non è necessario modificare tutta la casa contemporaneamente. È più utile stabilire delle priorità.

Un possibile percorso è:

  1. osservare quali attività stanno diventando più difficili;
  2. chiedere alla persona quali ostacoli percepisce maggiormente;
  3. controllare i percorsi utilizzati ogni giorno;
  4. intervenire prima sui rischi più immediati;
  5. valutare gli ausili insieme ai professionisti;
  6. pianificare gli interventi più importanti;
  7. verificare periodicamente se le esigenze sono cambiate.

Può essere utile effettuare il controllo della casa anche quando la persona è ancora autonoma. In questo modo le modifiche vengono scelte con calma e non dopo una caduta, un ricovero o un improvviso peggioramento della mobilità.

Domande frequenti sul vivere a casa più a lungo

Come capire se una casa è adatta a una persona anziana?

Una casa è adeguata quando permette di entrare, muoversi, utilizzare bagno e cucina e raggiungere gli ambienti principali senza affrontare ostacoli eccessivi. Devono essere considerate anche l’illuminazione, le scale, il rischio di caduta e la possibilità di ricevere assistenza.

Quali sono le prime modifiche da effettuare?

Generalmente si parte eliminando gli ostacoli dai percorsi, fissando o rimuovendo i tappeti instabili, migliorando l’illuminazione e rendendo più sicuro il bagno. Gli interventi devono comunque dipendere dalle difficoltà reali della persona.

Quando è opportuno installare un montascale?

È utile iniziare a valutarlo quando le scale provocano dolore, affaticamento, instabilità o richiedono continuamente l’aiuto di un familiare. Informarsi prima che diventino impraticabili consente di scegliere con maggiore calma.

È sempre meglio adattare la casa invece di trasferirsi?

No. La scelta dipende dalle condizioni della persona, dalla struttura dell’abitazione, dalla disponibilità di assistenza e dalla fattibilità degli interventi. In alcuni casi adattare la casa è la soluzione migliore; in altri può essere preferibile trasferirsi in un’abitazione più accessibile.

Chi può aiutare a valutare gli adattamenti?

Medico, fisioterapista e terapista occupazionale possono valutare le esigenze della persona. Tecnici e consulenti specializzati verificano invece la fattibilità degli interventi nell’abitazione.

Esistono agevolazioni per gli interventi di accessibilità?

Per alcuni interventi destinati all’eliminazione delle barriere architettoniche possono essere previste agevolazioni o detrazioni, in presenza dei requisiti richiesti. Norme e percentuali possono cambiare, quindi è opportuno controllare le condizioni aggiornate, consultare la pagina sulle agevolazioni per montascale e rivolgersi a un CAF o a un consulente fiscale.

Una casa che continua ad accompagnare la vita

Una casa adatta non deve essere progettata soltanto per le esigenze di oggi. Dovrebbe poter seguire la persona anche quando cambiano la forza, l’equilibrio o la capacità di movimento.

Intervenire per tempo permette di scegliere soluzioni proporzionate, evitare decisioni prese nell’urgenza e proteggere ciò che rende importante continuare a vivere nella propria abitazione: le abitudini, le relazioni e la libertà di organizzare la giornata.

Quando la scala è l’ostacolo principale, una consulenza gratuita a domicilio può aiutare a capire quali soluzioni sono compatibili con gli spazi e con le necessità di chi utilizzerà il montascale.

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Richiedi una consulenza senza impegno per valutare la scala e individuare una soluzione adatta alle esigenze della persona e dell’abitazione.

Le informazioni contenute in questo articolo hanno finalità divulgative e non sostituiscono una diagnosi, una visita medica o le indicazioni dei professionisti sanitari.

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