
L’atassia può cambiare il modo in cui una persona cammina, si gira, afferra gli oggetti o mantiene la posizione in piedi. Gesti che prima erano automatici possono richiedere maggiore concentrazione e, in alcuni momenti, anche l’aiuto di un familiare. In casa le difficoltà diventano particolarmente evidenti nei passaggi stretti, in bagno e sulle scale.
Non esiste però una soluzione uguale per tutti. L’obiettivo è comprendere quali movimenti risultano meno sicuri, intervenire sugli ostacoli dell’abitazione e scegliere gli ausili insieme ai professionisti che seguono la persona.

Atassia è un termine utilizzato per descrivere una ridotta coordinazione dei movimenti. Può interessare l’equilibrio, il cammino, i movimenti delle braccia, la parola e, in alcuni casi, la deglutizione. Non è necessariamente una singola malattia: può essere il segno di condizioni ereditarie, patologie neurologiche, danni al cervelletto o ai nervi, effetti di farmaci e altre cause.
La modalità di comparsa è importante. Un disturbo che si sviluppa gradualmente deve essere valutato dal medico; una perdita improvvisa di coordinazione, soprattutto insieme a debolezza di un lato del corpo, difficoltà nel parlare, visione alterata o forte mal di testa, può essere un’emergenza.
Le conseguenze dipendono dalla causa e dalla gravità. Alcune persone avvertono soprattutto instabilità durante il cammino; altre hanno difficoltà nel compiere movimenti precisi, nel cambiare direzione o nel coordinare mani e occhi.
La paura di cadere non va sottovalutata. Può portare a muoversi meno, perdere ulteriore forza e isolarsi. Per questo sicurezza e mantenimento dell’attività devono procedere insieme.
Salire e scendere una scala richiede equilibrio dinamico, coordinazione, forza delle gambe e capacità di posizionare con precisione il piede sul gradino. Anche una breve esitazione può aumentare il rischio di inciampo. Scendere è spesso più impegnativo perché occorre controllare il corpo mentre il peso si sposta verso il basso.
Segnali da osservare sono l’uso sempre più intenso del corrimano, le pause frequenti, la necessità di guardare ogni gradino, la tendenza a salire lateralmente o l’intervento abituale di un’altra persona. In presenza di questi segnali è opportuno non aspettare una caduta, ma richiedere una valutazione.
Cavi, tappeti mobili, piccoli tavoli e oggetti lasciati a terra aumentano il rischio. I passaggi dovrebbero essere ampi, ordinati e illuminati in modo uniforme, soprattutto tra camera da letto e bagno e nelle zone utilizzate di notte.
Aggrapparsi ai mobili non è una soluzione sicura. Corrimano, maniglioni e appoggi devono essere fissati correttamente e collocati dove servono davvero. Un terapista occupazionale può aiutare a identificare altezza e posizione più adatte.
Alzarsi lentamente, fermarsi prima di cambiare direzione e organizzare gli oggetti di uso quotidiano a un’altezza comoda può limitare gli spostamenti rischiosi. Anche una sedia stabile nei punti strategici può offrire una pausa sicura.
Bastoni, deambulatori e altri ausili devono essere scelti e regolati sulla persona. Un dispositivo inadatto può creare nuovi problemi anziché risolverli. Fisioterapia e terapia occupazionale possono inoltre lavorare su equilibrio, postura, trasferimenti e strategie per le attività quotidiane.
Un sopralluogo permette di verificare gli spazi e capire se una soluzione su misura può ridurre il rischio e la fatica negli spostamenti tra i piani.
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Un montascale a poltroncina può essere utile quando la scala viene affrontata con forte insicurezza, con assistenza continua o rinunciando a utilizzare una parte della casa. Non cura l’atassia e non sostituisce la riabilitazione, ma evita di ripetere un movimento complesso e ad alto rischio.
Prima di scegliere occorre considerare la capacità di trasferirsi sulla seduta, mantenere una posizione stabile, utilizzare la cintura e gestire i comandi. Per una scala rettilinea si può valutare un montascale per scale dritte; per curve, pianerottoli o spazi ridotti è necessaria una guida progettata sulla scala, come nelle soluzioni per scale curve.
Nei casi in cui il controllo del tronco sia limitato o siano presenti movimenti involontari importanti, il confronto con il team riabilitativo è essenziale prima dell’installazione.
Aiutare non significa sostituirsi sempre alla persona. È più utile creare condizioni in cui possa compiere in autonomia i movimenti ancora sicuri, intervenendo soltanto quando necessario. Una casa organizzata, tempi meno frenetici e indicazioni condivise con i professionisti riducono il carico sia per la persona sia per chi la assiste.
Il termine atassia descrive soprattutto un insieme di difficoltà di equilibrio e coordinazione. Può dipendere da condizioni diverse e richiede una valutazione neurologica per individuarne la causa.
Sui gradini occorre spostare il peso, sollevare un piede, mantenere l’equilibrio e coordinare più movimenti in sequenza. Se queste funzioni sono alterate, aumenta il rischio di esitazioni, perdita di stabilità e caduta.
No. È necessario valutare la capacità di sedersi, trasferirsi, mantenere una postura stabile e utilizzare i comandi. Nei casi più complessi è utile coinvolgere fisioterapista o terapista occupazionale.
Una difficoltà improvvisa nel camminare o coordinare i movimenti, soprattutto se associata a volto asimmetrico, debolezza di un lato, difficoltà nel parlare o forte mal di testa, richiede assistenza medica urgente.
Otolift può rilevare le misure della scala e illustrare le opzioni disponibili. La scelta finale deve sempre tenere conto delle capacità e delle indicazioni sanitarie della persona.
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Le informazioni contenute in questo articolo hanno finalità divulgative e non sostituiscono una diagnosi, una visita medica o le indicazioni dei professionisti sanitari che conoscono la situazione della persona.
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