
L’artrosi può trasformare gesti abituali, come alzarsi da una sedia, raggiungere il bagno o salire al piano superiore, in attività lente e faticose. Il dolore può aumentare durante il movimento, mentre la rigidità si avverte spesso dopo essere rimasti seduti o sdraiati per un certo periodo.
Convivere con l’artrosi non significa necessariamente rinunciare al movimento o alla propria autonomia. Una corretta valutazione medica, un’attività fisica personalizzata e alcuni adattamenti della casa possono aiutare a gestire i sintomi e a continuare a utilizzare gli ambienti domestici in maggiore sicurezza.
Quando sono soprattutto ginocchia, anche o schiena a causare difficoltà, le scale possono diventare uno degli ostacoli più impegnativi. È quindi importante riconoscere per tempo i segnali e individuare una soluzione adeguata alle proprie necessità.
L’artrosi, chiamata anche osteoartrosi, è una condizione cronica che interessa le articolazioni. Non riguarda soltanto il progressivo deterioramento della cartilagine: possono essere coinvolti anche l’osso sottostante, la membrana sinoviale, i legamenti, i tendini e i muscoli che circondano l’articolazione.
La cartilagine riveste le estremità delle ossa e favorisce un movimento fluido. Quando la sua struttura si altera, l’articolazione può diventare meno efficiente, più rigida e dolorosa. Nel tempo possono formarsi anche piccole escrescenze ossee, chiamate osteofiti, e può ridursi l’ampiezza dei movimenti.
L’artrosi è più frequente con l’avanzare dell’età, ma non è una conseguenza inevitabile dell’invecchiamento. Tra i fattori che possono contribuire alla sua comparsa rientrano precedenti traumi articolari, sovraccarichi ripetuti, caratteristiche anatomiche, familiarità, debolezza muscolare e sovrappeso. Le sedi colpite più frequentemente sono ginocchia, anche, mani e colonna vertebrale.
Questi termini vengono spesso utilizzati come sinonimi, ma non indicano esattamente la stessa condizione.
La parola reumatismi è un’espressione generica con la quale si descrive un insieme molto ampio di disturbi che possono interessare articolazioni, ossa, muscoli, tendini e tessuti connettivi.
L’artrosi rientra tra le malattie articolari, ma è diversa dall’artrite reumatoide e dalle altre forme di artrite infiammatoria. Nell’artrosi il problema riguarda prevalentemente i cambiamenti strutturali e funzionali dell’articolazione; nell’artrite reumatoide è invece presente una malattia autoimmune che provoca infiammazione articolare.
Dolore e rigidità possono manifestarsi in entrambe le condizioni. Per questo motivo non è possibile stabilire autonomamente la causa dei sintomi osservando soltanto l’articolazione interessata. Una diagnosi corretta deve essere effettuata dal medico.
I sintomi possono cambiare in base all’articolazione coinvolta, alla gravità della condizione e alle attività svolte durante la giornata.
I più frequenti comprendono:
La rigidità può essere particolarmente evidente al mattino, dopo un viaggio in macchina o dopo essere rimasti seduti a lungo. In molti casi il movimento graduale aiuta a ridurla, mentre un’attività eccessiva o ripetuta può aumentare il dolore.
I sintomi non seguono necessariamente un andamento costante. Possono esserci giornate migliori e giornate più difficili, e la condizione non peggiora automaticamente con la stessa velocità in tutte le persone.
L’artrosi può interessare una sola articolazione oppure più zone del corpo.
Il ginocchio è una delle articolazioni più frequentemente coinvolte. Dolore, rigidità e riduzione della forza possono rendere più difficile camminare, alzarsi da una seduta bassa e percorrere le scale.
Il dolore può essere avvertito nella parte anteriore, laterale o posteriore del ginocchio. In alcuni casi sono presenti gonfiore, difficoltà a piegare la gamba o la sensazione che il ginocchio ceda.
Salire le scale richiede al ginocchio di sostenere e sollevare il peso del corpo. Durante la discesa, invece, i muscoli devono controllare il movimento verso il basso. Per questo motivo alcune persone avvertono più dolore scendendo che salendo.
Per un approfondimento specifico è possibile consultare la pagina dedicata al dolore al ginocchio quando si fanno le scale.
L’artrosi dell’anca, detta anche coxartrosi, può causare dolore nella zona dell’inguine, del gluteo o della parte superiore della coscia. Talvolta il fastidio viene percepito anche in prossimità del ginocchio.
La rigidità dell’anca può rendere più complicato:
Quando l’anca perde mobilità, la persona può modificare il proprio modo di camminare e caricare maggiormente il ginocchio, la schiena o l’altra gamba. È quindi utile valutare l’intero movimento, non soltanto il punto nel quale viene percepito il dolore.
L’artrosi della colonna vertebrale può interessare soprattutto le articolazioni presenti tra le vertebre, chiamate articolazioni interapofisarie o faccette articolari. Può essere associata ad altri cambiamenti degenerativi della colonna, ma non deve essere confusa con l’artrite infiammatoria o con una semplice alterazione dei dischi intervertebrali.
I sintomi più comuni sono dolore e rigidità al collo o nella zona lombare. In alcune persone il fastidio aumenta dopo essere rimaste nella stessa posizione o durante movimenti ripetuti di estensione, rotazione e piegamento.
Quando sono coinvolte o compresse strutture nervose, possono comparire dolore irradiato, formicolio, perdita di sensibilità o debolezza alle braccia o alle gambe. Questi sintomi richiedono una valutazione medica.
La rigidità della schiena può rendere più difficile mantenere l’equilibrio, girarsi, osservare i gradini o correggere rapidamente la posizione del corpo mentre si percorre una scala.
L’artrosi può interessare le articolazioni delle dita, del pollice e del polso. Può provocare dolore, rigidità, riduzione della forza di presa e cambiamenti nella forma delle articolazioni.
Nella vita domestica può diventare più difficile:
Non tutti i disturbi reumatici delle mani sono però dovuti all’artrosi. Gonfiore persistente, arrossamento, dolore importante o rigidità prolungata devono essere discussi con il medico.
L’artrosi della colonna vertebrale e la scoliosi sono condizioni differenti. L’artrosi interessa le articolazioni e le strutture della colonna e può causare dolore, rigidità e riduzione della mobilità. La scoliosi è invece una deviazione laterale della colonna vertebrale, che può comparire durante la crescita o essere presente anche in età adulta.
Nelle persone adulte e anziane le due condizioni possono talvolta coesistere. Una scoliosi presente da molti anni può modificare la distribuzione dei carichi sulla colonna, mentre i cambiamenti degenerativi legati all’età possono accentuare dolore, rigidità o difficoltà nei movimenti.
Dolore alla schiena, alterazioni della postura e difficoltà nel camminare o nel fare le scale non permettono, da soli, di distinguere una condizione dall’altra. È quindi importante rivolgersi al medico per una valutazione corretta.
Per salire un gradino servono forza nelle gambe, mobilità di anche e ginocchia, equilibrio e controllo del tronco. Il corpo deve spostare il proprio peso verso l’alto mentre una gamba sostiene il carico.
Durante la discesa, i muscoli devono frenare il movimento e mantenere stabile il corpo. Se il ginocchio o l’anca sono doloranti, oppure la muscolatura è debole, la persona può avere la sensazione di non controllare completamente il passo.
Con il tempo può iniziare a:
Anche la paura di provare dolore o di perdere l’equilibrio può cambiare il modo di affrontare la scala. La persona tende a irrigidirsi e a compiere movimenti meno naturali, aumentando ulteriormente la fatica.

Il trattamento deve essere personalizzato in base all’articolazione interessata, ai sintomi e alle condizioni generali della persona.
Smettere completamente di muoversi può favorire la perdita di forza e aumentare la rigidità. L’esercizio terapeutico rappresenta uno degli interventi principali per la gestione dell’artrosi e dovrebbe comprendere attività per migliorare la forza muscolare, la mobilità e la capacità aerobica.
Gli esercizi devono essere scelti in base alle condizioni individuali. Un fisioterapista può indicare quali movimenti eseguire, con quale frequenza e come adattarli nelle giornate in cui il dolore è più intenso.
Nelle persone con sovrappeso, una riduzione del peso può diminuire il carico soprattutto su ginocchia e anche e contribuire a migliorare dolore e funzionalità.
Il percorso deve essere realistico e concordato con professionisti qualificati, evitando di trasformare il peso nell’unica spiegazione dei sintomi. Anche una riduzione moderata può produrre benefici.
Concentrare tutte le attività domestiche in poche ore può aumentare il dolore. Può essere utile suddividere i compiti, alternare momenti attivi e pause e ridurre gli spostamenti ripetuti tra i diversi piani.
Conservare le energie non significa rinunciare al movimento, ma impiegarle nelle attività più importanti per la propria autonomia e qualità della vita.
In base ai sintomi, il medico può valutare farmaci, trattamenti locali, fisioterapia, ausili o ulteriori approfondimenti. Nei casi più gravi e quando gli altri interventi non sono sufficienti, può essere presa in considerazione la chirurgia.
È importante evitare l’assunzione autonoma e prolungata di antidolorifici o antinfiammatori, soprattutto in presenza di altre patologie o terapie farmacologiche.
Una casa organizzata in modo funzionale può ridurre gli spostamenti inutili e le situazioni che richiedono maggiore sforzo.
Può essere utile:
Gli adattamenti dovrebbero essere scelti osservando concretamente come si muove la persona. Una soluzione utile per qualcuno potrebbe non essere adatta a chi presenta difficoltà diverse.
Un montascale può essere preso in considerazione quando le scale provocano dolore importante, affaticamento, instabilità o richiedono l’assistenza costante di un’altra persona.
Non sostituisce l’attività fisica indicata dal medico o dal fisioterapista. Permette invece di evitare uno sforzo ripetuto particolarmente impegnativo, conservando energie per camminare, uscire, svolgere le attività domestiche e mantenere una vita attiva.
Un montascale può aiutare a:
La scelta deve considerare sia la scala sia la persona. È necessario valutare la capacità di sedersi, alzarsi e mantenere una posizione stabile durante il percorso.
Per una scala rettilinea può essere valutato un montascale per scale dritte. In presenza di curve, pianerottoli o più rampe sono disponibili montascale per scale curve progettati sulla configurazione dell’abitazione.
Durante una consulenza gratuita a domicilio è possibile verificare gli spazi, rilevare le misure della scala e valutare una soluzione personalizzata senza impegno.
È consigliabile richiedere una valutazione quando il dolore persiste, limita le attività quotidiane o provoca instabilità.
È importante contattare rapidamente un professionista sanitario in presenza di:
Questi segnali possono essere legati a condizioni diverse dall’artrosi e richiedono un approfondimento.
Sì. I due termini vengono generalmente utilizzati per descrivere la stessa condizione articolare.
No. L’età è uno dei fattori associati, ma possono contribuire anche traumi precedenti, sovraccarico, familiarità, caratteristiche dell’articolazione, debolezza muscolare e sovrappeso.
Un movimento adeguato e personalizzato è generalmente utile. Un’attività troppo intensa o non adatta può invece aumentare temporaneamente i sintomi. Il programma dovrebbe essere concordato con un medico o un fisioterapista.
Non necessariamente. Dipende dall’articolazione coinvolta, dalla forza muscolare, dal numero di volte in cui vengono percorse e dall’intensità dei sintomi. Quando le scale provocano dolore importante o instabilità, è opportuno cercare una soluzione alternativa.
No. Il montascale serve a rendere più sicuro uno specifico spostamento domestico. Fisioterapia, movimento e attività concordate con i professionisti sanitari continuano a essere importanti.
Non sempre. I cambiamenti dell’articolazione sono cronici, ma dolore e limitazioni possono variare e possono essere gestiti attraverso esercizio, trattamenti, controllo dei carichi e adattamenti domestici.
L’artrosi può cambiare il modo in cui ci si muove, ma non deve necessariamente impedire di continuare a vivere nella propria abitazione.
Il primo passo è individuare quali attività causano più dolore o insicurezza. Successivamente è possibile intervenire con trattamenti, esercizi personalizzati, una migliore organizzazione degli ambienti e, quando necessario, soluzioni per superare le scale senza sforzo.
Per verificare quale sistema può adattarsi alla tua abitazione puoi richiedere un preventivo gratuito e senza impegno.
Le informazioni contenute in questo articolo hanno finalità divulgative e non sostituiscono una diagnosi, una visita medica o le indicazioni dei professionisti sanitari.
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